Il mitico Pugacioff, patrimonio di un mondo a fumetti ormai destinato a restare solo nella memoria di pochi...
E proprio oggi, 15 ottobre, ricorre l'anniversario: è già un anno che Giorgio ci ha lasciato, dannazione! Non si vedeva più molto in giro, ma porca miseria era bello sapere che stava escogitando sempre qualcosa per i suoi personaggi!!
Vabbè, ciao Giorgio, e consentimi di tornare al discorso di prima, dicevo... il pane è il paneff, l’acqua acquoski, macchina macchinawsky, e così via... facile, sappiamo il russo, possiamo cavarcela da soli in tutte le situazioni!
Col cavolo!
Sì, lo so, si legge "Cassa", però il primo impatto è spiazzante!
Punto secondo, il russo è difficile! Generi, casi, temi, accenti, palatalizzazioni delle consonanti, lettere impronunciabili, caratteri cirillici che, sì, si imparano, ma quando te li trovi davanti un po’ di timore lo incutono lo stesso.
Punto terzo, qui non si parla solo russo, ma anche kazako; mentre il russo è una lingua che deriva dallo slavo, il kazako deriva dal turco, tanto per non farci mancare nulla, e i programmi radio (quelli che sentiamo nel pulmino la mattina) sono in kazako... e annunciano sempre canzoni italiane anni Ottanta: Pupo, Ricchi e Poveri, e altre amenità del genere...
Punto quarto, gran parte delle merci arriva dalla Cina... e indovinate un po’ come sono le scritte sopra le confezioni? In cinese? No! Translitterate dagli ideogrammi cinesi all’alfabeto latino (non cirillico), ma senza l’utilizzo degli spazi, tutto di seguito!
Conoscete la teoria secondo la quale una scimmia con una macchina da scrivere e un tempo infinito potrebbe riscrivere tutte le opere di Shakespeare? Be', secondo me a questa scimmia non hanno dato nemmeno 5 minuti!
Quindi con Vova le difficoltà di comunicazione sono reali, ogni tanto ci attacca bei discorsi che non sortiscono effetto alcuno, spesso ci mette dentro – a dire di Luda la traduttrice – parole inventate come di solito(?) fanno i bambini, insomma ci manca solo che si metta a fare la supercazzola!
Una delle sue esclazmazioni preferite è "Yoska matrioska", che nonostante la pericolosa assonanza con una bestemmia, dovrebbe non significare nulla, essendo solo una esclamazione di disappunto... tipo "Ma che cavolo!"... o il meno diffuso "Che meningo!"
Ah, l’altro giorno Vova ha fatto le foto per il passaporto, non credevo, ma è stato un momento emozionante, significa che piano piano stiamo arrivando all’ufficialità! Nota di colore: non sarà facile pettinarlo, ha i capelli che vanno per conto loro!