...l’attesa è lunga e snervante, e durante tutto questo tempo la materia grigia fa voli pindarici inspiegabili: dal delirio di onnipotenza misto a rabbia, per le lungaggini e le scarse notizie su quello che succede nel frattempo nel paese di destinazione (cosa diavolo staranno controllando? Esaminando? Siamo due persone normali, forse anche troppo...), al “me tapino” intriso di cupo pessimismo: bloccheranno le adozioni, finiranno i bambini, il paese scoppierà, il mondo scoppierà...

Foto di Elena Shumilova
Poi... sei a Petropavlovsk e non sai nemmeno come ci sei arrivata, anche se hai impiegato ben 26 ore, tanto è alta l’adrenalina. Sei pronta prontissima ad ogni evento, ad ogni domanda, ad affrontare ogni avversità ora che sei ad un passo dalla meta, anche un attacco alieno: ho una corazza indistruttibile, l’alabarda spaziale e le maglie rotanti, e se necessario lancerò a Paolo i componenti. Ho previsto tutto, quindi cosa mi potrà mai far crollare...
...due occhietti vivaci e strabici, la naturalezza di un sorriso disarmante e senza veli, il coraggio di stare li, di fronte a due estranei, dritto in piedi senza un fremito... è lui il più forte, ma non lo avevo previsto.